La cucina è una delle rappresentazioni più immediate della cultura di un popolo.

Conoscere la cucina di una città è uno dei modi migliori per conoscerne la storia.

Visitare un monumento degustando prodotti tipici è uno dei modi più efficaci e affascinanti per esplorare la città.

 

è un itinerario turistico-gastronomico che nasce con lo scopo di valorizzare il nostro patrimonio artistico e culinario. Il percorso si articola in moda da associare ogni monumento ad una gustosa pietanza tipica della zona in cui viene assaporata.

Nasce nell’ambito del progetto più ampio di rigenerazione urbana partecipata I love Porta Capuana, che si anima di tre direttive fondamentali che sono: turismo, cucina e ricerca.
La valorizzazione dei monumenti e delle bellezze artistiche sono alcune delle fondamentali fonti di sviluppo per un luogo, è per questo che i promotori del progetto hanno deciso di investire il proprio lavoro nella realizzazione di itinerari turistici.

A questo scopo nascono Porta Capuana tour e Food and Art Tour. La prima si presenta come focus sui i principali monumenti del rione, l’altra associa alle bellezze artistiche le antiche tradizioni culinarie ricostruendone l’antica storia e proponendo i cibi tipici e specifici del rione realizzati dagli storici ristoranti coinvolti anche nella realizzazione di un libro di cucina illustrato da artisti napoletani.

Il quartiere

Porta Capuana è uno dei quartieri più popolari della città di Napoli. Situato a ridosso delle mura aragonesi è stato per secoli il limite tra dentro e il fuori, luogo di passaggio di visitatori, prima accoglienza di viandanti. Il quartiere ne porta ancora oggi i segni sulla pelle: dall’imponente Porta Capuana, al vicino mercato di Sant’Antonio Abate, ma più di tutto lo ricorda la sua cucina. Le tradizioni culinarie che conserva, fatte di pesce proveniente dal vicino porto e dai prodotti ortofrutticoli dell’entroterra sono lo specchio della sua storia. Pietanze da viaggio, da assaporare mentre si attraversa il mercato o si aspetta di concludere un affare. Piatti bollenti, che ristorano e riscaldano i viandanti, i forestieri e i commercianti che s’apprestano al lavoro nelle mattine invernali; piatti freddi, piccole gustosità della migliore pasticceria napoletana, perfetto biglietto da visita per la scoperta della grande città.

Piatti creoli e meticci, un mix di cultura e di accostamenti apparentemente inconciliabili che raccontano la storia e il futuro di questo pezzo di città. Se ieri la via della contaminazione era quella verso Capua e la Campania felix, la prossimità della stazione centrale collega oggi il quartiere con il mondo intero. Ristoranti etnici e comunità di migranti hanno contribuito ad ampliare la vocazione della cucina di questo quartiere.

Il tour si articola in maniera tale da associare ogni tappa del percorso ad una pietanza descrivendo:

Colazione
San Giovanni a Carbonara – Un babà nel giardino di Ladislao Il magnanimo.

Il babà, la pietanza settecentesca che da oltre tre secoli è l’indiscusso baluardo della pasticceria napoletana, trova una delle sue residenze più tradizionali ed autorevoli proprio a Porta Capuana. La sosta presso la pasticceria “il Capriccio”, che da oltre trent’anni realizza nel cuore del quartiere uno tra i babà più apprezzati di Napoli, apre la visita guidata alla scoperta di S. Giovanni a Carbonara.
E’ la chiesa che come nessun altra in città è in grado di rivelarci dettagliatamente gli elementi grazie ai quali si è reso possibile a Napoli il passaggio dal gotico al rinascimentale. Gli stili convivono , si intersecano e si sposano nella sobrietà di uno spazio dedicato alla celebrazione di alcuni dei personaggi più intriganti ed importanti della storia di Napoli. Nota anche come il Pantheon degli Angioini, San Giovanni a Carbonara è senza alcun dubbio ai primi posti tra le chiese più belle d’Europa.
Antistante alla chiesa, sorge Il parco di Ladislao a Carbonara, un “ortus conclusus” destinato alla coltivazione di erbe aromatiche ed alberi da frutto. Un giardino nascosto nel cuore di una delle zone più caotiche della città.


Aperitivo
Complesso monumentale di S. Caterina Formiello – Un “Purpo” nel brodo all’ombra dei chiostri.

È ‘o brodo ‘e purpo la bevanda emblema di Porta capuana. Insaporita da pepe e pezzettini di polpo fresco bollito, questa squisita pietanza affonda le sue storiche radici proprio oltre le mura aragonesi. Eccellente sostituto dell’un tempo più costoso brodo di carne, da oltre due secoli la tradizione de ‘o brodo ‘e purpo resiste strenuamente alle novità in fatto di “cucina di strada”. da diffondere e preservare, questo brodo può raccontare in un sol sorso la storia di un intero quartiere.
Associato alla bevanda troviamo il suo altrettanto emblematico corrispettivo artistico: Il complesso monumentale di S. Caterina a Formello. La chiesa, sorta nelle vicinanze delle antiche formali dell’acquedotto della Bolla, è tra le più rappresentative espressioni del rinascimento a Napoli. Residenza di antichi e nobili sepolcri, presenta annessi alla sua struttura due particolarissimi chiostri. Il più grande, il chiostro dei Cedrangoli, delinea un’ alquanto intricata commistione di luoghi: romitorio dei Celestini, ospizio per gli infermi, monastero di città e lanificio militare. Un ambiente affascinante, oggi singolare esempio di archeologia industriale, in grado di descrivere quattro secoli di cambiamenti.

 

Pranzo
Porta Capuana
Una pizza intra moenia.

È poco noto ai più che la parola “pizza” fu pronunciata per la prima volta a Napoli proprio a Porta Capuana ed è altrettanto inconsueta l’informazione che parecchio prima della diffusissima pizza cotta al forno, in città l’unica e sola fosse quella rigorosamente fritta.
Oggi pietanza immancabile nei menù di ogni pizzeria che si rispetti, la pizza fritta era ed è il “fast food” da mercato, un caldo e gustoso cibo d’asporto da assaporare tra una bancarella e l’altra.
Porta Capuana, delimitata dai mercati del “Borgo di S. Antonio” e quello delle “Mura” è da sempre nota per l’ottima qualità e convenienza di questo antico e delizioso prodotto made in Naples.
Associata alla pizza, c’è la Porta, il turrito arco quattrocentesco che delimitava i confini tra il dentro e il fuori della città. Voluta da Ferrante d’Aragona, si affaccia sullo storico Castel Capuano: residenza reale, poi nobiliare, tribunale e prigione, simbolo indiscutibile di una turbolenta parte della storia di Napoli.
Ottimamente collegata alla stazione centrale, alle metropolitane, alle autostrade ed all’aeroporto, se debitamente riqualificata, Porta Capuana potrebbe ancor oggi rappresentare un ottimo punto d’accesso al centro antico.